CREMA - 12/08/2017
PELLEGRINI DA BETLEMME A GERUSULEMME
PELLEGRINI DA BETLEMME A GERUSULEMME
Se dovessi scegliere una parola per descrivere questo venerdì in Terra Santa non avrei dubbi: UMILTÀ. Percorrere 33 anni di vita di Gesù in una manciata di ore ha catturato ciascuno di noi e restituiti alla nostra vita di giovani completamente nuovi, diversi.
Celebrare la messa nella Grotta di San Giuseppe, a pochi passi dalla Grotta della Natività ci ha riportati a quel giorno. Giorno in cui la vita è diventata dono, non solo per una coppia di genitori, ma per tutti. Quanto stupore nel rendersi conto della scelta di Dio: venire nel mondo con il volto e nell’umiltà di un bambino. Questa è la Sua scelta di come parlare al mondo: con una voce umile e mite. Con la voce di un bambino che da una grotta nella città di Bethlehem si fa pane in nome di un amore più grande. Accompagnati da questo stupore, come quello dei pastori che dalla loro grotta si son messi in cammino, siamo partiti anche noi, verso Gerusalemme, verso la Pasqua. Per quanto non riusciremo mai a comprendere fino in fondo questo mistero, Dio si è fatto uomo per restituire a ciascuno di noi la sua vera natura, quella divina. Ecco dunque che in nome di questa divinità di figlio di cui noi siamo immagine e somiglianza, siamo chiamati a vivere questa divinità sporcandoci le mani nella comunione, rispondendo alla chiamata della nostra vocazione: Essere Insieme.
Ma Lui non smette mai di stupirci: entrando nelle nostre vite, abbraccia la storia cosi come noi la viviamo e ne cambia il finale. Questo è il nostro Dio, che parla e si racconta attraverso parabole e discorsi, che arriva al cuore dell’uomo dando risposte nuove a domande ormai chiare... e perché no, non dando affatto risposte, lasciandoci lì, sul più bello, con il fiato sospeso, chiedendoci semplicemente di fidarci e affidarci. Trent’anni trascorsi a stretto contatto con una umanità umile, modesta, affamata di finali diversi, nuove speranze.
E se pensavamo che il pellegrinaggio fosse uno, oggi abbiamo avuto prova di sbagliarci: scegliendo di percorrere e vivere insieme la via dolorosa abbiamo iniziato un pellegrinaggio nel pellegrinaggio. Ciascuno dei molti moltissimi passi per le vie della Gerusalemme di oggi è stato offerto a qualcuno che portiamo nel cuore, qualcuno che ad oggi è sotto una croce e forse non crede di potercela fare a portarla da solo fin su in cima.
La Gerusalemme di oggi per qualche ora è tornata la Gerusalemme di allora. Ci siamo commossi, messi in preghiera, abbiamo sostato in silenzio in tutte le 14 stazioni che Gesù quel giorno sperimentò solo, con la sua croce. Ma come ci richiama ogni giorno Lui, il messaggio di Dio è un messaggio di amore e speranza: ecco allora che noi giovani affamati di speranza abbiamo scelto di proseguire, e aggiungere una 15esima stazione: il Giardino. Perché Pasqua è già rinascita, è già risurrezione, è già luce.
L’umiltà di questo Dio che sceglie di nascere nel silenzio di un villaggio in periferia, per donare la propria vita perché l’altro possa andare e salvarsi..beh mi sconvolge! Mi cattura e mi riporta al mio oggi nuova, confusa e affascinata.
Forse le stazioni della via crucis dovrebbero esser 16 (noi giovani siam creativi!): tocca a noi oggi esser testimoni di questo Amore, di questa vita, di questo dono. Testimoniarlo e render grazie e soprattutto, renderci conto di quanto sia possibile e meraviglioso fare di un unico Dio terra di incontro tra popoli, religioni, ma soprattutto uomini, diversi: “Credo negli esseri umani”... noi ci vogliamo credere e vogliamo persino amare, e tu?

Ps: 6.30: Santo Sepolcro semideserto, il dialogo con Lui più intenso e profondo mai vissuto. La folle idea di azzardare l’alba per pregare di buon mattino nel luogo santo si è rivelata per me il regalo più bello che potessi farmi. Se un’instancabile suora vi proponesse questa esperienza, non ascoltate il vostro pigro desiderio di dormire, correte! Perché ci son dialoghi che aprono il cuore. E la mia giornata è iniziata così... poteva forse finire diversamente?
(Francesca Trovati)

Nella foto, la celebrazione della via dolorosa

CREMA - 12/08/2017
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