CREMA - 10/08/2017
PELLEGRINI AL LAGO DI TIBERIADE
PELLEGRINI AL LAGO DI TIBERIADE
È ormai il terzo giorno di viaggio per noi giovani pellegrini.
Mercoledì, seguendo il percorso compiuto proprio da Gesù, ci trasferiamo da Nazareth verso il lago di Tiberiade. La prima tappa è Tabgha, luogo del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Se il bello e la sfida di Nazareth sono le impronte del Signore nel caos di una città ormai moderna e molto differente dalle aspettative, qui a Tabgha, è invece molto più semplice immedesimarsi nella Parola. E fingersi pescatori, come Pietro, lasciandosi cullare nella riflessione e nella preghiera dalla quiete così densa del lago.
Seconda tappa, Cafarnao, luogo della Sinagoga e della casa di Pietro. La contrapposizione tra le due strutture è forte. La prima è evidentemente più maestosa, ma in realtà così poco accogliente nei confronti di Gesù che farà invece della seconda, a pochi passi di distanza, la sua Chiesa. Lì, curerà gli infermi e incontrerà le folle e, nella basilica che ora sorge sopra la casa abbiamo celebrato la nostra Messa. Una Messa dedicata ai malati e pervasa dalla tacita speranza che anche le nostre case sappiano essere un po’ Chiese e che, a sua volta, la Chiesa sappia essere un po’ casa.
Da Cafarnao ultimo trasferimento verso Tiberiade, in battello. Durante il viaggio, abbiamo gettato nel lago dei sassi, simbolo delle nostre paure, che ci tengono ancorati al suolo e che, proprio come è successo a Pietro, ci privano di quella leggerezza che ci permetterebbe di “camminare sulle acque”, cioè compiere un grande passo verso il compimento della nostra vocazione. È stato, per me, timorosa di natura, un momento molto forte, che ha coronato una riflessione profonda su di me che solo con questi luoghi sono riuscita veramente a far venire a galla. In cuor mio sono certa che, dopo aver lanciato questo sasso, tornerò a casa un po’ diversa da come sono partita.
Ormai la densa giornata è conclusa e non ci resta che andare a dormire, ma non prima di scoprire su che cosa stiamo posando il capo. Sotto l’istituto delle Sorelle di Nazareth che ci ospita, infatti, si trova la Tomba del Giusto, un sepolcro risalente al primo secolo dopo Cristo, di cui non si conosce molto. L’esperienza è comunque molto toccante perché permette di vedere un vero sepolcro, all’interno, con la classica pietra circolare spostata, la cosa più simile a quello originario di Gesù.
E dopo questo momento non ci rimane che andare a letto, contenti delle esperienze passate ed entusiasti in previsione di quelle che ci aspettano.
(Marta Fornaroli)

Nella foto: Il gruppo dei giovani alla sinagoga di Cafarnao

CREMA - 10/08/2017
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