CREMA - 11/05/2017
INAUGURATA LA CASA DELLA STORIA EUROPEA
INAUGURATA LA CASA DELLA STORIA EUROPEA
Inaugurata a Bruxelles La casa della Storia europea il museo che racconta vicende, curiosità e testimonianze dell'Europa dall'antichità fino all'integrazione comunitaria.
Un punto di vista, diverso e plurale, “per comprendere la storia del continente e lo sviluppo dell’integrazione europea”: è l’obiettivo principale che il Parlamento Ue si pone con la creazione della Casa della storia europea, inaugurata a Bruxelles – nello splendido edificio Eastman, a due passi dalla sede dell’Euroassemblea – e finalmente aperta al pubblico dopo un iter durato dieci anni e un costo complessivo di quasi 60 milioni di euro.
Presentando il museo (https://historia-europa.ep.eu), modernissimo e interattivo, Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, ha affermato che la Casa della storia “vuole essere anzitutto un messaggio ai cittadini, per avvicinarli all’Europa”. “Europa significa 70 anni di pace e libertà. Questo museo intende aiutare a riflettere in tale direzione. Noi tutti abbiamo bisogno di conoscere la nostra storia per comprendere il presente e progettare il futuro, e anche, se necessario, per cambiare questa Unione. Una Ue necessaria, da migliorare, ma alla quale non possiamo rinunciare”. Poi, riflettendo sull’attualità, Tajani ha aggiunto: “Ci serve un’Europa più forte” per affrontare “sfide come il terrorismo e le migrazioni, per la crescita e il lavoro. Se ci sono punti deboli” nella politica Ue “vanno affrontati e risolti. Dobbiamo migliorare l’Ue, ma ci serve più Europa, non meno Europa”.
Hans-Gert Poettering, vero “ideatore”, nel 2007 – allora era presidente dell’Europarlamento – della Casa, ha spiegato: “In questo museo saranno proposti momenti di confronto, conferenze, seminari, occasioni per dibattere la storia”, che può essere vista da “diverse angolature” e con “visioni nazionali”. “L’Ue rappresenta una storia di libertà, sviluppo. La conoscenza della storia può aiutare a realizzare un futuro di pace e prosperità”.

Ma un museo, per quanto bello e divulgativo, può bastare per trasmettere gli insegnamenti della storia europea e per riavvicinare i cittadini al disegno Ue? Ovviamente no. Ben venga la Casa della storia, ma gli stessi temi e valori che essa vorrebbe veicolare, devono anzitutto essere trasmessi dalla scuola e dall’università. Le vicende sociali, economiche, culturali, religiose, istituzionali del Vecchio continente devono diventare argomento e prassi comune nei sistemi educativi dei Paesi membri e in quelli candidati all’Ue. La storia è identità, è patrimonio comune delle vecchie e delle nuove generazioni, è fondamento della “casa comune”. In questo senso la Casa della storia europea è un passo importante. Ma non deve rimanere l’unico.

CREMA - 11/05/2017
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