EDITORIALI

29/07/2017 - RIPOSO

Abbiamo bisogno di un po’ di riposo. Dopo un anno di lavoro e tante tensioni, finalmente qualche giorno di ferie. Anche il nostro giornale chiude per tre settimane e ritornerà in mano ai lettori il prossimo 26 agosto.
È stato il Signore, del resto, a “riposare” per primo dopo la creazione: “Dio – scrive la Genesi – benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto.” Anche il riposo è un suo dono. Riposiamo dunque, ma non perdiamo l’occasione di saper vedere in quello dell’estate, il riposo vero del Signore, per non sprecare anche questo dono.
Innanzitutto partiamo felici dicendo il salmo 24: “Hai messo più gioia nel mio cuore di quando abbondano vino e frumento. Tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare.”
E quando siamo stesi in un prato verde o davanti al mare azzurro, sussurriamo il salmo 23: “Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia.” E se vediamo un gregge pensiamo a Ezechiele 34: “Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare.” Le pecore siamo noi!
E per rispondere all’ardente desiderio di pace dopo le troppe notizie di guerre e dolori che angosciano il nostro cuore, ascoltiamo Osea 2: “In quel tempo arco e spada e guerra eliminerò dal paese; e li farò riposare tranquilli. Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nell’amore, ti fidanzerò con me nella fedeltà e tu conoscerai il Signore.”
Se Dio ci tratta come una sposa Egli stesso vuol riposare in noi: “Il Signore ha scelto Sion, l’ha voluta per sua dimora: questo è il mio riposo per sempre; qui abiterò, perché l’ho desiderato” (Salmo 152). Sion è la Chiesa, comunità dei credenti.
E alla fine ripetiamo dentro di noi più volte, con la consolazione di un balsamo, la celebre frase di Gesù: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo!” (Mt 11).
E allora ci accorgiamo che il riposo non sono le ferie, ma qualcosa d’altro ed esclamiamo: Certo Signore, “ci hai fatti per Te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” (Sant’Agostino).
Riuscissimo a posare il capo sul petto di Gesù, come ha fatto Giovanni, il discepolo prediletto (tutti siamo prediletti!) e... riposare. Ce la possiamo fare!
Buon riposo a tutti.


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