EDITORIALI

22/07/2017 - ULTIMI

L’Eurostat in occasione della Giornata mondiale della popolazione dell’11 luglio scorso ha pubblicato i dati demografici dell’Intera Europa. Leggendoli, ecco la non-sorpresa: l’Italia rimane il Paese meno fecondo dei 27 aderenti all’Unione! Triste primato: nascere nel bel Paese non piace più.
In testa l’Irlanda con 13,5 nati per mille abitanti. Seguono: Svezia e Regno Unito (11,8 per mille) e Francia (11,7). In coda: Bulgaria (9,1), Croazia (9,0), Spagna (8,7), Grecia (8,6). A far da fanalino, l’Italia: 7,8 nati ogni mille abitanti. La media a livello europeo è di 10 nati su mille residenti.
Il rapporto di Eurostat commenta i dati e segnala che “i tassi più deboli sono rilevati nei Paesi del sud Europa”. Come mai? Una volta il Sud italiano era gioiosamente prolifico. Oggi non più.
Le cause? Ne individiamo almeno due. Una economico-politica, l’altra culturale. Innanzitutto la differenza tra un’Europa più o meno segnata dalla crisi, ma anche da un differente sviluppo del welfare, con maggiori o minori incentivi alla natalità, con una migliore o peggiore relazione tra vita familiare e professionale. In Italia non esiste ancora una politica favore della famiglia per le inadempienze di una classe dirigente miope che la snobba... anzi, sembra impegnata a penalizzarla. Il tutto è frutto pure di una cultura radicale contro la vita che ha avuto e ha profeti e profetesse celebri e celebrati e che si è diffusa rapidamente, in Europa e da noi, persino nelle masse cristiane. Per tale mentalità individualista ed edonista far figli non è più una gioia, ma un peso. Ne consegue anche la piaga dell’aborto. Nonostante l’Italia abbia uno dei tassi più bassi d’Europa (il più basso è in Irlanda dove vi è il più alto tasso di natalità!), a partire dal 1975 si è verificata una flessione nelle nascite che è diventata un crollo in corrispondenza dell’approvazione della legge 194 sull’interruzione di gravidanza nel 1978 e del record di aborti avutosi dal 1980 al 1985: nel 1974 i nati in Italia sono stati 868.882, dieci anni dopo, nel 1984, 587.871; nel 2016 ne abbiamo contati 473.438! Si parla giustamente d’accoglienza e poi non si accoglie quel bimbo che dalla dolce barca della sua mamma vuole approdare sulle nostre terre. Anzi, è la mamma stessa che lo getta in mare. Terribile! Casi isolati? No, purtroppo una massa di sei milioni di italiani che sarebbero potuti essere qui a fare del nostro un Paese prospero e felice e invece sono scomparsi tra le onde. La metafora è pesante. Lo so. Ma molto più pesante il silenzio!


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