EDITORIALI

29/04/2017 - L’EUROPEISTA

È una bella notizia. A sorpresa il primo turno delle elezioni francesi ha premiato Emmanuel Macron con il 23,8% dei suffragi. È il fondatore del movimento En Marche. Dovrà vedersela con Marine Le Pen (21,5%), leader del Front National di estrema destra. E le previsioni di una vittoria nel ballottaggio per la corsa all’Eliseo sono per il giovane 40enne. Speriamo. La soddisfazione nasce innanzitutto per il fatto che Macron è il più convinto europeista tra i concorrenti alla presidenza della Francia. Ha commentato i risultati del primo turno delle presidenziali con due bandiere alle spalle: il tricolore francese e quella dell’Europa. La Le Pen è invece la maggior avversaria dell’Unione, una delle massime rappresentanti di quei nazionalismi che si stanno diffondendo nell’intero Vecchio Continente. Abbiamo bisogno invece di persone convinte dell’Europa, di persone che – come i fondatori – perseguano il progetto dell’unione con passione e competenza. Certo, siamo in un momento di crisi. Lo sappiamo tutti. Del resto sono difficili i matrimoni a due, figuriamoci quelli a 27! Il divorzio del Regno Unito è stato un brutto colpo. Mi auguro – posso dirlo? – che gli Scozzesi voltino pagina e restino con noi!
Mentre si rafforza la potenza degli Stati Uniti e dall’Oriente vediamo emergere sempre più il gigante cinese che sta diffondendo il proprio controllo in tutto il mondo, che cosa potrebbero fare gli Stati europei disuniti? Finirebbero per soccombere; diventeremmo la periferia del mondo. È inconcepibile solo immaginarlo.
Vi è un secondo motivo, per esprimere interesse. Macron incarna il desiderio popolare di qualcosa di nuovo. Il sistema dei partiti è entrato in profonda crisi anche in Francia: il gollista Fillon ha incassato il 19%, idem Jean-Luc Mélenchon dell’estrema sinistra. Clamoroso il risultato del socialista Benoit Hamon, il partito dell’attuale presidente François Hollande, che resta al palo del 6%. Perché è successo? Perché non hanno saputo dare risposta alla crisi economica, alla disoccupazione giovanile, alla crisi migratoria, al terrorismo. Problemi che non si possono affrontare se non tutti insieme in un’Europa coesa e accogliente, fondata sui valori (lo dice il presidente Tajani e ce lo sta ricordando la Commissione diocesana celebrando l’europeista Benvenuti).
Non so se il centrista o liberal-progressista Macron sarà in grado di dare risposte adeguate al suo popolo. Me lo auguro. Ci viene comunque un segnale: c’è bisogno di una nuova politica. Anche in Italia. Con gente seria e competente. E voi cattolici cosa fate?


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